6°giornata campionato serie A ROMA 1 - 4 INTER Ibrahimovic, Perrotta, Crespo, Cruz, Cordoba
L'Inter si riprende la testa della classifica con un prepotente 4-1 in casa della Roma. La svolta del match al 29' del primo tempo quando Giuly ha salvato la propria porta toccando il pallone con le mani, è stato espulso e Ibrahimovic ha siglato il successivo rigore. I giallorossi hanno trovato il pari nella ripresa con Perrotta, poi in dieci minuti Crespo, Cruz e Cordoba hanno chiuso i conti e fissato il risultato. Tutto da resettareper la Roma: i mille elogi di inizio stagione, i complimenti per la campagna acquisti mirata e per il gioco stellare. Tutto da rifare per Spalletti che all'Olimpico ha rivisto i fantasmi della scorsa stagione quando l'Inter ha avuto la meglio sui giallorossi e poi è volata verso lo scudetto. Lo stesso identico film con l'aggravante del risultato. Quattro schiaffoni che hanno riportato la squadra capitolina sulla terra dopo sei giornate di campionato. Difficile portare come alibi la prematura uscita di scena di Giuly per un tanto scellerato, quanto istintivo fallo di mano per salvare la propria porta, la realtà dei fatti è una sola: Mancini ha azzeccato tutto, Spalletti no e stavolta i fazzoletti proprio non contano. Nel primo tempo le due squadre, risultato a parte, si sono date battaglia a viso aperto con la Roma che le ha provate tutte a rimettere in carreggiata il match. Certo, per il vantaggio interista è difficile dare la colpa a Giuly che è alto 1,64 e altro non poteva fare che istintivamente toccare di mano sulla linea di porta. La squadra di Spalletti ha trovato il pari nella ripresa con Perrotta abile a sfruttare uno svarione difensivo di Maxwell, ma poi è uscita fuori di testa, ha interpretato male quanto era accaduto, ha provato a forzare quando forse era meglio attendere e in quel momento sono bastati dieci minuti all'Inter per demolire i capitolini e riportarsi prepotentemente in testa alla classifica.
Doveva essere la sfida tra TOTTIe IBRAHIMOVIC. Il secondo è uscito per infortunio, Totti non era al meglio e nel finale è stato sostituito da Esposito. Ai punti ha vinto però lo svedese, ma solo per il gol segnato. Per il resto non è che abbiano fatto molto con l'aggravante per il capitano della Roma di aver fatto partire il contropiede nerazzurro in occasione del primo gol, sbagliando grossolanamente un appoggio all'indietro su calcio d'angolo, invece di crossare verso il centro. La svolta del match è tutta in questa azione, per il resto l'espulsione ha condizionato soprattutto l'aspetto psicologico della Roma e stavolta, la famosa storia dei ricambi e del poter sopperire alle assenze, non serve. Sponda Inter, Mancini è risalito sull'altare dopo le polveri della settimana appena trascorsa, ha messo in campo una squadra tatticamente perfetta e se si vuole indicare una chiave tattica, ha destabilizzato il suo collega romanista mettendo una sola punta. Poi, che CrespoCruz sappiano fare gol, il tecnico jesino lo sapeva già. A Cordoba, invece, il compito di dare lo spintone finale nel fossato dell'Olimpico ai giallorossi che per rifarsi adesso hanno un cliente in Champions che evoca fantasmi di altro tipo: il Manchester United.L'Inter scaricherà l'adrenalina romana contro il Psv Eindhoven.
14 Adani (21' st 6 Abate), 7 Tosto; 24 Buscé, 18Giacomazzi, 5 Moro, 77 Antonini (14' st 21 Giovinco);
10 Vannucchi; 11Saudati (1' st 9 Pozzi)
A disposizione: 1 Bassi 15 Vanigli, 19 Marchisio
All.: Luigi Cagni
Inter: 1 Toldo, 13 Maicon, 2 Cordoba, 25 Samuel, 6 Maxwell (30' st 26 Chivu), 4 Zanetti, 5 Stankovic, 19 Cambiasso, 31 Cesar (43' st 15 Dacourt), 8 Ibrahimovic, 29 Suazo (28' st 7 Figo)
A disposizione: 22 Orlandoni, 16 Burdisso, 18 Crespo
All.: Roberto Mancini
Arbitro: Nicola Ayroldi di Molfetta
Ammoniti: Giacomazzi, Cesar, Marzoratti
EMPOLI -Empoli-Inter 0-2. Roberto Mancini schiera Toldo tra
i pali, Maicon, Cordoba, Samuel e Maxwell in difesa, Zanetti, Cambiasso,
Stankovic e Cesar sulla mediana; Ibrahimovic e Suazo in attacco. Maglia e
calzettoni azzurri con pantaloncini neri per i padroni di casa. Inter con la
splendida maglia del centenario: bianca con la croce rossa, simbolo di Milano;
pantaloncini e calzettoni bianchi. La prima azione degna di nota è dei
nerazzurri al 5'. Cesar scambia con Ibrahimovic, si accentra e conclude a rete.
La palla termina di poco a lato. La replica dei toscani è affidata a Marzoratti
che, al 7', raccoglie di testa un angolo battuto dalla destra e conclude di un
soffio sopra la traversa della porta di Toldo. Inter in vantaggio al 14'.
Maicon supera il diretto marcatore e crossa a giro sul secondo palo dove è
appostato Ibrahimovic. Tocco di esterno destro dello svedese e palla che si
insacca passando sotto le gambe di Balli. Empoli vicino al pareggio al 36'.
Antonini ottimamente servito da un compagno si trova a tu per tu con Toldo.
Conclusione potente in diagonale di esterno destro e palla che termina un metro
alla sinistra del palo della porta nerazzurra. Nuovo pericolo per l'Inter al
43'. Cross teso dalla sinistra di Vannucchi per Saudati, Toldo è costretto ad una
difficile respinta con i pugni. Nerazzurri vicini al raddoppio al 44'. Suazo
avanza sulla trequarti e lascia partire un destro violentissimo indirizzato
all'incrocio dei pali. Balli compie un intervento miracoloso e devia in angolo.
È ancora Inter nei due minuti di recupero concessi dal diretore di gara
Ayroldi. Mischia confusa sottoporta ma ne Cambiasso, ne Suazo inquadrano il
bersaglio. Subito dopo si chiude il primo tempo.Empoli-Inter 0-2. Roberto Mancini schiera Toldo tra
i pali, Maicon, Cordoba, Samuel e Maxwell in difesa, Zanetti, Cambiasso,
Stankovic e Cesar sulla mediana; Ibrahimovic e Suazo in attacco. Maglia e
calzettoni azzurri con pantaloncini neri per i padroni di casa. Inter con la
splendida maglia del centenario: bianca con la croce rossa, simbolo di Milano;
pantaloncini e calzettoni bianchi. La prima azione degna di nota è dei
nerazzurri al 5'. Cesar scambia con Ibrahimovic, si accentra e conclude a rete.
La palla termina di poco a lato. La replica dei toscani è affidata a Marzoratti
che, al 7', raccoglie di testa un angolo battuto dalla destra e conclude di un
soffio sopra la traversa della porta di Toldo. Inter in vantaggio al 14'.
Maicon supera il diretto marcatore e crossa a giro sul secondo palo dove è
appostato Ibrahimovic. Tocco di esterno destro dello svedese e palla che si
insacca passando sotto le gambe di Balli. Empoli vicino al pareggio al 36'.
Antonini ottimamente servito da un compagno si trova a tu per tu con Toldo.
Conclusione potente in diagonale di esterno destro e palla che termina un metro
alla sinistra del palo della porta nerazzurra. Nuovo pericolo per l'Inter al
43'. Cross teso dalla sinistra di Vannucchi per Saudati, Toldo è costretto ad una
difficile respinta con i pugni. Nerazzurri vicini al raddoppio al 44'. Suazo
avanza sulla trequarti e lascia partire un destro violentissimo indirizzato
all'incrocio dei pali. Balli compie un intervento miracoloso e devia in angolo.
È ancora Inter nei due minuti di recupero concessi dal diretore di gara
Ayroldi. Mischia confusa sottoporta ma ne Cambiasso, ne Suazo inquadrano il
bersaglio. Subito dopo si chiude il primo tempo.
2° TEMPO
La ripresa si apre con un'occasionissima per i
nerazzurri. Assist di Ibrahimovic per Suazo che si libera di un avversario e
calcia di destro in corsa, il tiro è potente ma Balli riesce a opporsi con i
piedi. Al 55' Moro, da oltre trenta metri, cerca di sorprendere Toldo, con una
conclusione potentissima, ma il numero uno interista non si fa sorprendere e
para in due tempi. Toscani pericolosi al 62'. Tosto lascia partire un
tiro-cross dalla traiettoria molto insidiosa, Toldo fuori dai pali, recupera la
posizione e mette il pallone sopra la traversa. Al 66' Maxwell scambia con Cesar
e penetra in velocità nell'area empolese, ma è anticipato un istante prima
della battuta a rete. Due minuti più tardi è l'Empoli a sfiorare il pareggio.
Cross teso dalla sinistra, Pozzi colpisce di testa dall'interno dell'area
piccola ma Toldo neutralizza da autentico campione. Al 78' è il neo-entrato
Figo a impegnare severamente Balli con un destro teso dai venti metri. Al
minuto 83' l'Inter raddoppia. Azione che si sviluppa sulla destra, da Figo la
palla giunge sui piedi di Cesar, assist rapido e preciso per Ibrahimovic che da
distanza ravvicinata batte di destro e supera ancora Balli. Dopo tre minuti di
recupero il direttore di gara Ayroldi fischia la fine dell'incontro. Dopo il
pareggio interno con l'Udinese, l'Inter centra un importante e meritato
successo su un campo difficile come il 'Castellani'.
La Roma ritrova il Manchester United dopo l'umiliazione del 7-1 subito l'anno scorso all'Old Trafford, Milan e Inter non si possono lamentare per accoppiamenti che non sembrano insormontabili. Solo la Lazio, in un gruppo di ferro con Real e Werder Brema, però può recriminare davvero. È questo l'esito del sorteggio dei gironi di prima fase di Champions svoltosi a Montecarlo. Sulla strada dei milanisti campioni d'Europa ecco lo Shakthar di Lucarelli più Benfica e Celtic; per l'Inter campione d'Italia ostacoli Psv e Fenerbahce di Roberto Carlos. Nel girone F della Roma anche Sporting Lisbona e Dinamo Kiev, mentre la Lazio trova anche i greci dell'Olympiakos.
Questi i gironi emersi dal sorteggio di Montecarlo:
Girone A Liverpool Porto Olympique Marsiglia Besiktas
Girone B Chelsea Valencia Schalke 04 Rosenborg
Girone C Real Madrid Werder Brema Lazio Olympiakos
Girone D Milan merda Benfica Celtic Glasgow Shakhtar Donetsk
Girone E Barcellona Lione Stoccarda Glasgow Rangers
Girone F Manchester United Roma Sporting Lisbona Dinamo Kiev
Girone G Inter Psv Eindhoven CSKA Mosca Fenerbahce
Girone H Arsenal Siviglia/AEK Atene Steaua Bucarest Slavia Praga.
Tutto sommato poteva andare peggio.L'Inter ha un girone abbastanza semplice....diciamo ke può metterla in difficoltà soltanto il Psv Eindhoven,squadra ostica ke gioca sulla difensiva x poi riapartire a tutta velocità in contropiede...Il Cska di Mosca e il Fenerbache non mi sembrano pericolose,almeno per il livello dell'Inter...Quest'anno la nostra squadra non dovrà commettere nessun passo falso,specie come quello di Villareal e Valencia....Dobbaimo dimostrare di essere i + forti d'Europa...Quindi andiamo ad alzare quella cazzo di coppa....
Daje INTER siamo tutti con te....e dimostriamo di vincere senza il culo ke ha il Bilan...
KE KULO DI MERDA
Avete mai visto tanto culo in vita vostra???avete mai visto uno ke segna così...Io no...
ROSICONI NEL DNA, NON C'E' NIENTE DA FARE. NIENTE CANCELLA QUEL COMPLESSO DI INFERIORITA'
DEI MILANISTI VERSO L'INTER CHE SI PORTANO DIETRO DA QUANDO MILITAVANO
STAZIONARIAMENTE IN SERIE B, FACENDO SVARIATE VOLTE AVANTI E INDIETRO
IN SERIE CADETTA (1981, 1982, 1983). SI VEDE ANCHE NEL CALCIOMERCATO,
DOVE VIVONO IN FUNZIONE DELL'INTER INVIDIANDO PERENNEMENTE I GIOCATORI
DELLA PRIMA SQUADRA DI MILANO. QUELLI CHE L'INTER AVEVA (RONALDO,
PRESO A 30 ANNI DOPO ANNI DI ROSICAMENTO),
QUELLI CHE L'INTER HA (IBRA,
PER IL QUALE STANNO ANCORA ROSICANDO COME POCHI)
E ORA ADDIRITTURA QUELLI CHE L'INTER AVRA' ! (SUAZO)
BERLUSCONI
SI E' DOVUTO SCUSARE PER LO STRISCIONE ROSICONE SUL PULMAN: "Scusateli,
io in realtà sono interista, era mio padre milanista, ho sempre straveduto
per l'Inter e per la famiglia Moratti, mia madre era una dipendente dei Moratti,
scusate se ho a che fare con degli straccioni, ho comprato il Milan perchè
era un vero affare, sapete, stava scomparendo..."
GRAZIATI CON 8
PUNTI DI PENALIZZAZIONE DOPO AVER RUBATO PER ANNI ASSIEME ALLA JUVE, CHIEDONO
SENZA VERGOGNA DI GIOCARE ANCHE LA COPPA. L'ARBITRATO LO CONCEDE E L'UEFA, INCREDULA,
ACCETTA CON RISERVA. SIETE LA VERGOGNA DI MILANO. ANCHE "L'EQUIPE"
SCRIVE: "Non dovevano giocare la coppa, questo è certo" LA PRIMA SQUADRA
CHE RUBA LA CHAMPION'S SENZA VINCERE LO SCUDETTO DA 4 ANNI...
LA GODURIA
INFINITA CHE I MILANISTI NON CONOSCERANNO MAI!!!
Da sempre inferiore all'Inter,
per quasi un secolo ha vinto meno scudetti, meno coppe Intercontinentali, meno
derby in campionato, è retrocessa 2 volte in serie B. E' rimasta 44 anni
senza vincere nulla (!!! 1907-1951), ha cucito la stella sulle proprie maglie
13 anni dopo, come è arrivata dopo a vincere una coppa Intercontinentale.
Questa, in cifre, l'inferiorità storica del Milan nei confronti dell'Inter.
Ma Il fondo lo ha raggiunto nel 1981 e nel 1983. Quando la Nazionale giocava
al sabato, il campionato si fermava e la domenica si andava in gita fuori città.
Passando dallo stadio S.Siro per raggiungere il lago o la montagna, però,
notavi che c'era ugualmente gente... Scena vissuta davvero
nel 1983:
"Papà,
come mai c'è S.Siro con tutta questa gente che oggi il campionato è
fermo?" - chiede un bambino al suo papà. "Sai, figlio mio,
a Milano oltre all'Inter c'è un'altra squadra. Si chiama Milan e gioca
in Serie B. Oggi c'è Milan-Cavese". "Davvero? C'è un'altra
squadra? Dai, papà, accosta, voglio vedere come sono le loro bandiere,
non sapevo ci fosse un'alta squadra a Milano, chiediamo com'è andata
la partita!". "D'accordo, figliolo". "Scusi, com'è
finita la partita?"
BILAN 1-2 CAVESE (Nel
video il telecronista imbarazzato: "i milanisti mi hanno detto di aver
giocato molto bene, ma che oggi la Cavese sembrava il Real Madrid... sono frasi
che si commentano da sole...")
La
fogna e il fango di illeciti eSERIE
Bsarà
sempre addosso ai milanisti. Nel video Franco Baresi ubriacato di finte fino
a cadere perterra, umiliato da tale Cassano che infila così il gol del
2-0, prima del 3-0 finale per il Taranto... Nello stesso momento l'INTER
CAMPIONE D'ITALIA
giocava la COPPA DEI CAMPIONI col Real Madrid...
Li ho vistidare il peggior esempio possibile nel calcio
e nello sport vendendo le partite e per questo retrocedendo per la prima
volta in serie B nel 1981 mentre la mia Inter
aveva lo scudetto cucito sul petto.Li ho visti andare in 70.000
a S.Siro per Milan-Sambenedettese di serie B ed esaltarsi per l'ottimo pareggio 2-2.
Li ho visti in lacrime dalla
gioia per la conquista della coppa europea delle squadre di serie B, al secolo Mitropa cup. Li ho visti retrocedere nuovamente
in serie B solo
due anni dopo e questa volta per manifesti demeriti sportivi. Quando erano in serie B per la seconda volta e senza una lira, ho visto la mia Inter fare
elemosina e prestare loro a titolo gratuito tre giocatori
per pura solidarietà concittadina. Erano Pasinato, Canuti e Serena. Li ho visti, in quello che loro
chiamano il "decennio d'oro": 1) Ritirarsi da un campo europeo in svantaggio per 1-0 prendendo
come pretesto il difettoso funzionamento di un riflettore luminoso.
2) Non restituire una rimessa laterale concessa da una squadra
avversaria per soccorrere un loro giocatore venendo meno alle più elementari
regole di fairplay ma anzi su quella rimessa segnare un gol decisivo.
3) Inventarsi non meglio precisate "card" per partecipare
alle coppe europee quando gli evidenti
demeriti sportivi
non glielo consentivano. 4) Letteralmente miracolati dalla nebbia quando, in svantaggio per 1-0 in
una partita europea contro la Stella Rossa, è calata biblicamente sul
campo rendendo impossibile il proseguire della stessa. Dalla ripetizione
di quella gara la vittoria delle coppe (senza le squadre inglesi) di
cui tanto si sono vantati. Sono i milanisti,
i tifosi della squadra di Milano di SERIE B
Ecco la foto
che documenta il rinnegato
gemellaggio della curva sud(icia) milanista con
quella NAPOLETANA:
Dimostrata
la verità:
RIDICOLI
...ma ogni domenica è possibile avere una dimostrazione
di quanto la Sud sia ridicola: notate ad ogni azione del Bilan
sotto la Sud, quando gioca a S.Siro, quei ridicoli del primo anello che corrono
verso la transenna per poi vedersi in tv la sera... è uno "spettacolo"
davvero imperdibile, ogni domenica!!! Ed è gratis!!!
...Ma il massimo dello spasso si è raggiunto
durante un derby della stagione 97/98: la curva Sudicia,
accecata di rabbia perchè per 20 anni simboli e stemmi della città
di Milano sono comparsi solo e soltanto in curva Nord, si danna l'anima con
una laboriosa coreografia per rivendicare che anche loro sono milanesi. Peccato
che allestiscono i veri simboli storici della città di Milano... e si
accorgono di avere esposto il BISCIONE, notoriamente simbolo di MILANO e dell'INTER... COGLIONI!!!!!!!!!
OOOOOOOH....OCCHIO
RAGA CI TIRANO LE PIETRE...GIU'! OCCHIO RAGA CI TIRANO LE PIETRE...GIU'!
LE PIETRE TIRERANNO
DAL PULLMAN
SCENDEREMO
PER QUESTA INTER
NOI COMBATTEREMO...
SARA'
COSI'...FINCHE' VIVRO'
SARA'
COSI'...FINCHE' VIVRO'...
IN ALTO LE NOSTRE
BANDIERE
GARRISCONO AL VENTO
DEL NORD
NOI SIAMO L’ARMATA
NERAZZURRA
OVUNQUE COI NOSTRI
COLOR
ORA TUTTA QUANTA
LA
CURVACANTERA' PER TE
INTER DEVI VINCERE
INTER DEVI
VINCERE...
NON MOLLARE MAI, NON MOLLARE MAI
NON MOLLARE MAI, NON MOLLARE MAI,
FORZA INTER ALE, FORZA INTER ALE,
FORZA INTER ALE, FORZA INTER ALE
IN OGNI POSTO CHE
ANDIAMO,
LA GENTE VUOL SAPERE, CHI NOI
SIAMO;
GLIELO DICIAMO, CHI
NOI SIAMO.
SIAMO L'ARMATA
NERAZZURRA,
E MAI NESSUN CI FERMERÀ;
NOI SAREMO SEMPRE
QUA,
QUANDO L'INTER GIOCHERA',
PERCHÉ L'INTER È LA SQUADRA DEGLI
ULTRÀ.
NERAZZURRO È IL
COLORE CHE AMIAMO,
NERAZZURRO SEI
TUTTO PER NOI,
A SAN SIRO, IN
ITALIA E IN EUROPA,
SEI LA FEDE DI NOI TUOI ULTRÀ!
NON MOLLARE E' IL
NOSTRO MOTTO
DAI NON SMETTER DI
LOTTARE
SEI TU CHE CI DAI
SEMPRE QUELLA FORZA PER CANTARE;
PER LA MAGLIA BLU E NERA
SIAMO PRONTI ALLA GALERA,
NON PER TE SAPPIAM
SOFFRIRE SIAMO PRONTI ANCHE A MORIRE,
PER NIENTE AL MONDO CAMBIAMO FEDE
NOI INTERISTI ALL'ETERNITA';
UN SOLO SCOPO TUTTA LA VITA FINCHE'ì LA MORTE CI PRENDERA'
MA CHE BELLO
E'
STARE INSIEME A TE
SON 30 ANNI CHE
SVALVOLIAM PER TE
FORZA INTER ALE'
INTER INTER...
FORZA INTER FACCI
UN GOL...
...IO TI SEGUIRO'
SEMPRE OVUNQUE
CANTERO'
PER L'ONORE DELLA
MAGLIA
FORZA INTER FACCI
UN GOL
PER NOI PUOI PURE
VINCERE,
E POI PUOI PURE
PERDERE;
TANTO SIAMO SEMPRE
CON TE,
E IL NOSTRO CANTO
CHE DOVUNQUE SARAI
NELL'ARIA SENTIRAI,
NEROBLU I COLORI
PER CUI CANTIAMO.
NEROBLU, DAI FORZA
INTER DAI NEROBLU,
NOI SIAMO QUI CON
TE; DAI FORZA INTER, INTER ALÈ!
O MIA BELA MADUNINA CHE TE BRILLET DE LONTAN
TUTA D'ORA E PISCININA, TI TE DOMINET MILAN
SOTA A TI SE VIV LA VITA,
SE STA MAI COI MAN
IN MAN
CANTEN TUCC "LONTAN DE NAPOLI SE MOEUR"
MA PO' I VEGNEN CHI A MILAN
OH, OH, OH, OH, OH, OH, OH (URLANDO CONTRO IL CIELO)
MILANO SIAMO NOI
MILANO SIAMO NOI
MILANO SIAMO NOI E SOLO NOI..INTER!
PERCHE' PERCHE'
IL PRIMO TEMPO TU
VINCEVI 3 A
0
ALLA COPPA CI
CREDEVI PER DAVVERO
PERCHE' PERCHE'
3 A 1, 3 A 2, 3 A 3
SEI ANDATO AD
ISTANBUL
SEI ANDATO AD
ISTANBUL
SI MA COME TURISTA
SI MA COME TURISTA
SI MA COME TURISTA...SEI
ANDATO AD ISTANBUL
MA MILANISTA, TESTA
DI CAZZO
LA SERIE B TI
HA FATTO DIVENTARE PAZZO
I TUOI RICORDI, COSI GRANDIOSI
MA TRA LA NEBBIA E
RIFLETTORI DIFETTOSI
UMILIAZIONI, DA INCORNICIARE
E L'ANNO SCORSO CON I GOBBI A FESTEGGIARE
IN PIAZZA DUOMO, C'è UN GRAN BACCANO
COI POCHI GOBBI C'è LA
MERDA DI MILANO
PERCIò RICORDA, SPORCO ROSSONERO
CHE LA TUA FEDE
PER MILANO è UGUALE A ZERO
CON UN BOATO, TI DISTRUGGIAMO
ALTRO NON SEI CHE LA
VERGOGNA DI MILANO !!!!!!
E MILAN MERDA/MILAN MILAN MERDA/E MILAN MERDA/MILAN MILAN MERDA/
E MILAN MERDA/ E MILAN MERDA/ E MILAN MERDA/ MILAN MILAN MERDA…
LE ORIGINI: E' stato il grande Helenio Herrera ad introdurre il concetto di tifoseria organizzata a Milano: "Moschettieri" prima e "Aficionados" poi hanno organizzato in maniera primordiale il tifo da stadio milanese, una forma di sostegno ben lontana da quella che oggi si intende come tale. E' nel contesto della fine anni sessanta che nascono i Boys, gruppo nato da un distaccamento di alcuni ragazzi dall'Inter Club Fossati, creando così di fatto il primo gruppo ultras a sostegno dell'F.C.Inter. Il nome del gruppo è ispirato a "Boy", un ragazzino dispettoso, protagonista di una serie a fumetti pubblicata sul giornale dell'Inter; l'unione con la dicitura "Le Furie Nerazzurre" completa il nome del neonato club. Il primo striscione dei Boys viene realizzato nel 1970, esordendo a Roma con la Lazio nel mese di marzo, per poi comparire a San Siro nell'attuale secondo anello arancio nel mese successivo. La diversificazione dallo "spettatore" tipo dell'epoca è alla base della filosofia e dello spirito con cui questi ragazzi agiscono, oggi come allora.
GLI ANNI SETTANTA:
Negli anni settanta, periodo di pionierismo ultras, i Boys si distinguono per un organizzazione ed un affiatamento invidiabile, che li porta a seguire l'Inter in quasi tutte le trasferte difendendo i propri colori e lo striscione con onore anche in trasferte epiche per l'epoca quali Roma, Napoli o Bari. Tuttavia il numero relativamente esiguo di ultras disposti a seguire la filosofia dei Boys, ha costitutito un freno non indifferente: Le coreografie erano costituite da primordiali "cartate" e dallo sventolio di bandiere autofinanziate e autoprodotte, un effetto che oggi può far sorridere, ma che ha costituito la base per qualsiasi coreografia del giorno d'oggi. In questi anni si vengono a creare le prime tensioni con i gruppi ultras rivali. Principali avversari del periodo sono Bergamaschi, Granata, Doriani e, soprattutto, Milanisti. Con questi ultimi gli scontri raggiungevano l'apice della ferocia, in quanto, all'epoca, le due tifoserie erano praticamente attaccate, entrambe all'attuale secondo anello arancio, spostati verso la Nord noi, verso la Sud loro. Nel 1979 i lavori di ristrutturazione dello stadio San Siro portano i Boys nell'attuale posizione, ovvero nel cuore della curva Nord.
GLI ANNI OTTANTA: Gli anni ottanta rappresentano il periodo di maggior splendore del gruppo dei Boys. All'inizio del decennio compare per la prima volta la dicitura S.A.N. (Squadre d'Azione Nerazzurre) all'interno del nuovo striscione. Successivamente, a causa di dissidi tra i direttivi, avviene la cacciata al primo anello del gruppo "Potere Nerazzurro", mentre contemporaneamente si fa largo il gruppo dei "Forever Ultras", nato nel 1975. La violenza dilaga all'interno del gruppo, famosissimi gli scontri del 22 novembre del 1981 a San Siro contro i romanisti, o quelli dell'anno successivo a Genova. L'apice però avviene come sempre contro i cugini rossoneri: l'ondata di violenza non si circoscrive nei giorni dei derby (rari per la verità in quel periodo, viste le retrocessioni del Milan), ma si propagano nella vita quotidiana finchè, al termine di un derby valido per il Mundialito del 1983, caratterizzato tanto per cambiare da violenti scontri, non si decide di stipulare un patto di non aggressione che sopravvive tutt'ora. Dal punto di vista coreografico avviene un evoluzione sostanziale rispetto agli anni settanta: i primi fumogeni e torcie fanno la loro comparsa a cavallo tra i due decenni e viene realizzato nel 1985 il primo bandierone copricurva. Gemellaggi importanti del periodo vengono fatti con gli ultras di Verona (durerà fino al 2001), Firenze (fino al 1987) e Sampdoria (fino al 1992). Nell'ultimissima parte di questo fantastico periodo avviene un'altra importante innovazione: viene realizzato un bellissimo striscione in cerata, che tutt'oggi campeggia al centro della Curva Nord.
GLI ANNI NOVANTA: Gli anni novanta si aprono con la conquista della prima coppa Uefa ai danni della Roma. Nello stesso anno la Sampdoria ci soffia lo scudetto nello scontro diretto a San Siro, incrinando irrimediabilemente il gemellaggio, sciolto nel 1992. Gli scontri sono ancora cruenti sull'onda degli anni ottanta, ma vengono affievoliti nettamente dall'avvento delle prime diffide, aumentate a seguito dell'omicidio di Vincenzo Spagnolo nel 1995. Se negli anni ottanta era stata quindi la violenza a guidare le azioni dei Boys, negli anni novanta ci si sofferma giocoforza di più sull'aspetto coreografico del vivere la curva. I primi sono anni di transizione, in quanto l'inesperienza e, forse, la sottovalutazione di sè, portano a risultati buoni, ma non eccelsi, vista anche la rapida evoluzione in questo campo di molti gruppi rivali. La consapevolezza di essere "competitivi" anche sotto questo aspetto avviene gradualmente, anche grazie alla collaborazione con tutti gli altri gruppi della Curva Nord.
I GIORNI NOSTRI: Il 2001 sancisce la rottura del gemellaggio con gli ultras veronesi a causa di dissidi con il nuovo ed arrogante direttivo della curva gialloblù. L'Inter poi non fa altro che deluderci, ma noi, i Boys San Milano, saremo sempre al suo fianco, impegnandoci ancora di più per l'onore della nostra amata maglia.
Gruppo attivo della curva nord nato nel 1984
LA STORIA
La Brianza Alcoolica nasce nel novembre del 1985, anche se era dall’anno prima che se ne parlava ed un abbozzo di striscione era apparso anche a Madrid.Marzio, Pierangelo, Marco, Andrea, Marcuccio, Alberto e la Monichina frequentavano il "Bar Spavento" a Milano ed un giorno decisero di fondare un gruppo tutto loro.Era già tutta gente navigata per quanto riguarda la frequenza in curva e anche adesso a distanza di parecchi anni si vedono frequentemente, impegni permettendo, per motivi legati al lavoro oppure alla famiglia.Chiaramente chi ha la prole (tutti nerazzurri, era nel loro D.N.A., ”discendenza nero azzurra”), non riesce più a fare le trasferte, ma il loro apporto nelle partite casalinghe è pressoché costante.La partita di esordio è stata Inter-Juve 1-1 dopo l’esonero di Castagner e la dirigenza nerazzurra non era molto ben disposta nei confronti del gruppo a causa del nome (anzi del cognome), tant’è che si è dovuto far entrare lo striscione dall’esterno, issandolo dalla parte del galoppatoio con l’aiuto dei Boys. Il nome Brianza Alcoolica è nato per ribadire la provenienza dei suoi componenti da una terra a stragrande maggioranza di gobbi: ce ne sono tanti, troppi e si è ritenuto doveroso far sentire anche la loro voce.Il Presidente del gruppo tiene a precisare che nel 1985 altre squadre non esistevano, calcisticamente parlando, oppure facevano la spola in serie inferiori con risultati spesso esilaranti, da qui lo slogan del gruppo e suo cavallo di battaglia: Mai stati in “B”
Nella gerarchia della Curva Nord gli ULTRAS sono il secondo gruppo nerazzurro, almeno per il livello di anzianità, essendo stato formato nel lontano 1975. In precedenza, quando ha mosso i primi passi, il gruppo si chiamava FOREVER ULTRAS, denominazione che è stata modificata nel 1995, a seguito di una ristrutturazione generale e direttiva.Gli ULTRAS si sono formati nella stagione 1975-76, grazie principalmente a due ragazzi, Luciano e Curzio; il primo striscione aveva la scritta gialla ed era abitualmente posizionato sul rettilineo (e non in curva). Nel 1979 con lo spostamento definitivo in Curva Nord viene realizzato uno striscione gigante con la scritta FOREVER ULTRAS, collocato alla destra dei Boys.Dal '79 al '95 il gruppo è stato diretto da Marco e Massimo, i quali lo hanno abbandonato dopo la repressione seguita al caso Spagnolo, che ha determinato un periodo di persecuzione per il mondo ultras, cedendo le redini a Peppone, Silvano e "l'Avvocato". Questi ragazzi hanno cambiato la denominazione in ULTRAS 1995 rimasta solo per un anno poichè successivamente sono subentrati altri due ragazzi che hanno ripristinato il nome ULTRAS, prima di cedere la gestione del gruppo ad Ivan e Renato a partire dal '97/'98.La tipologia dei frequentatori del gruppo? Anni fa lo zoccolo duro dei frequentatori del gruppo era piuttosto di grande età e molti frequentavano gli ambienti della destra giovanile di Milano. Ora ci sono più giovani, ma i vecchi sono rimasti nelle prime file della gradinata.Tra gli ULTRAS e la Nord i rapporti sono ottimali. Si potrebbe dire senza timori che siamo l'unica Curva italiana che fa riferimento ad un unico direttivo generale.A causa di problemi interni e di varie vicissitudini non siamo riusciti ad essere attivi come altri gruppi della curva nerazzurra. Cercheremo di recuperare il tempo perduto. In breve tempo vorremmo realizzare diversi stendardi con il simbolo del nostro gruppo e rifare gli striscioni da casa e da trasferta. Come organizzazione ci piacerebbe tornare ad essere un punto di riferimento per la Nord come lo eravamo una decina di anni fa. Passiamo alle amicizie, capitolo spinoso dopo le polemiche sui rapporti con laziali e veronesi. Vorremmo precisare che esiste una vera amicizia personale tra il nostro direttivo e quello di IRRIDUCIBILI LAZIO e BRIGATE GIALLOBLU. Siamo spesso a mangiare insieme ed insieme ci sfidiamo in partite di calcio.Tra i nemici l'unica tifoseria che rispettiamo per la mentalità sono sicuramente gli atalantini, al contrario dei baresi che rubano striscioni abbandonati o dei cagliaritani che armati di bastoni hanno aggredito in quindici persone tre dei nostri.Pay-tv, repressione e carobiglietti: un trittico miciadiale. Se resteremo uniti gli ultras sopravviveranno. Vogliamo arrivare ai 35 anni, ma è importante coinvolgere i giovani ed insegnare loro la mentalità.
Il gruppo degli "Irriducibili" nasce durante il campionato 1988/89 esponendo lo striscione nel rettilineo e fin da allora contava una presenza abbastanza numerosa di giovani ragazzi che amavano (e ancora oggi lo fanno) l'inter e quindi a sostenerla a gran voce. Circa un'anno e mezzo più tardi il gruppo degli "SKINS" lascia la curvanord causa continui litigi ed incomprensioni con gli altri gruppi della curva e la continua repressione della digos, di conseguenza tutti quelli che non riuscivano a fare a meno di frequentare lo stadio si spostarono nel terzo anello e successivamente qualcuno cominciò a frequentare il nostro gruppo rendendolo sempre più numeroso e massiccio. In quest'arco di tempo i "VIKING" che erano situati sul lato sinistro della curva si spostarono nel settore che era occupato dagli "SKINS" e a sua volta gli "SNAKES", scendendo dalla parte superiore del secondo anello verde presero il settore che era dei "VIKING"; questo durò per circa un'anno, poi anche gli "SNAKES" abbandonarono il settore (vista l'elevata età del presidente del gruppo, anzi cogliamo l'occasione per salutarlo) e fece una brevissima apparizione il gruppo "SHINING", che era formato da qualche skin rimasto. Nel 1992 (circa) ecco che il nostro gruppo entra a far parte della curva nord e anno dopo anno continua a crescere a vista d'occhio sia a livello numerico sia come organizzazione, ma nel 1997 arriva la vera svolta: la fusione con "ZONA NERA". Il gruppo della "ZONA NERA" conta circa una ventina di militanti (che già occupavano quel settore della curva) con un'elevata esperienza sulla vita di curva visto che il più anziano conta ben 22 anni di presenza in curva nord e il più giovane 10 anni, quindi gli "IRRIDUCIBILI" acquistano fiducia e valore all'interno della curva ed anche a livello organizzativo crescono in maniera esemplare. Con l'arrivo di "ZONA NERA" il nostro simbolo diventa il muttley (simpatico cane combina guai) e il numero di persone che ci frequenta è sempre più numeroso, anche in trasferta la nostra presenza è quasi la più numerosa, in casa con la coreografia siamo sempre sulla cresta dell'onda e il nostro materiale ha una notevole richiesta. La nostra bevanda preferita è la birra, (comunque l'alcool in generale) la musica che ascoltiamo più volentieri è la musica OI, le cose che odiamo di più sono: il milan, la juve, i viola, la roma, il napoli, il brescia, il bologna, va bhe facciamo prima a dire che odiamo tutti ad esclusione dei laziali , poi ci sono quelli che non ci fanno ne caldo ne freddo. UN SALUTO LEALE A ROMA LAZIALE!!!!!!!!!!!!!!!! Nel campionato 2002-2003 abbiamo partecipato ancora più numerosi nelle trasferte della nostra squadra del cuore, abbiamo creato nuove bandiere, stendardi, materiale di vario genere e sopratutto siamo sempre più affiatati tra di noi raggiungendo così un'amicizia che non tutti possono vantare. Nel 2003 viene modificato lo lo striscione da trasferta, aggiungendo nel lato inferiore una striscia tricolore ma per certi stadi si dimostra troppo grande e nel 2004 viene sostituito con uno molto più piccolo: "IRR 88". Precisiamo che la scritta 88 sta ad indicare l'anno di nascita del gruppo!!Anche l'anno prossimo ci impegneremo a continuare sulla nostra strada, nonostante qualcuno di noi non potrà essere presente, faremo l'impossibile per restare i MIGLIORI! Sperando che la mitica INTER quest'anno ci regali qualche momento di gioia cogliamo l'occasione per mandare un saluto a tutti i tifosi nerazzurri che tutti gli anni seguono la squadra nella buona e nella cattiva sorte. Un saluto anche a tutti i militanti degli "IRRIDUCIBILI" che purtroppo sono stati espulsi dagli stadi con l'augurio di tornare con noi al più presto per poter sostenere la mitica INTER.
Tutto inizia per volontà di alcuni ragazzi iscritti all'Inter Club 'Roma 11 stelle'. Dopo qualche tempo i ragazzi decidono di voler formare un gruppo più attivo su tutti i fronti, formato da soli giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni con l'intento di seguire più assiduamente le sorti della Beneamata. A Roma era già presente un gruppo molto noto chiamato 'Le Pantere Neroazzurre' capeggiato da Luigi detto 'Er Pantera' e da altri ragazzi che successivamente si sono messi in stretta collaborazione con i Boys sez. Roma aiutandoli nella crescita e contribuendo a farsi conoscere e rispettare nel panorama ultras italiano. Storici fondatori del gruppo sono Gianni detto "Spillo", Renatino, Pino detto "il Negro", Marco detto "il Roscio", Sergetto, Stefanino, Zabbarah, Umberto detto "Bokhassa", Paolo detto "il Murena", e da lì a poco Maurizio detto "il Presidente", insieme ad altri ragazzi che purtroppo non ci sono più e che ci hanno lasciato con l'Inter nel cuore.Sempre presenti al nostro posto', questa è la nostra mentalità. Siamo fieri di poter vedere sempre il nostro striscione al fianco dei nostri amici di Milano.La prima trasferta del gruppo è datata 1979 in occasione del derby di ritorno dello scudetto, mentre la prima trasferta fuori da San Siro, perchè per noi sono tutte trasferte, è stata fatta a Perugia durante lo stesso anno.Ricordiamo con onore le trasferte europee quali Alkamar, in Olanda contro l'AZ 67, a Madrid, a Monaco, Dortmund, Norwich, Vienna, Montecarlo, Gelsenkirken, Parigi, Manchester, e le ultime in ordine di tempo Villareal, Glasgow, Amsterdam.A San Siro siamo collocati accanto agli Irriducibili, ovvero la parte della curva Nord più vicina alla tribuna arancio, una posizione scelta da noi e concordata con i Boys SAN. Essendo una sezione esterna è giusto mettere in prima linea i gruppi di Milano, anche se nella cronologia risultiamo essere il terzo gruppo della Nord, dietro solo a BOYS SAN e MILANO NERAZZURRA. Come tutti i gruppi ultras anche noi abbiamo due striscioni, uno da casa e uno da trasferta, e non mancano stendardi e bandiere.Da sottolineare il repentino cambiamento avvenuto alle soglie del 2000 quando un gruppo di ragazzi appena 18enni e molto volenterosi hanno iniziato a seguire i Boys sez. Roma. Da li la voglia di attivarsi e mostrare lo spirito ultras che abbiamo dentro trasformato ben presto in striscioni, coreografie, bandiere e una buona dose di goliardia e presenza. Andrea, Bruno, Carleltto, Fabrizio, Valerio, Federico, Mauretto, Jacopo, Emanuele gli artefici di questo che ora più che mai sono intenzionati a portare in alto il nome dei Boys sez. Roma 1979.Nel campo delle amicizie siamo legati in particolar modo agli Irriducibili della Lazio, con i quali molti di noi hanno amicizie personali.Nella stagione 2001/2002 il gruppo ha fatto molti striscioni dedicati alla scomparsa dell'Avvocato Prisco nostro idolo da sempre e per sempre venuto a mancare in occasione della partita contro il Chievo.Arrivati nel 2006, il gruppo ha compiuto ben 27 anni e ora più che mai è ostinato a portare sempre in alto i nostri colori e soprattutto la nostra mentalità ultras in tutti gli stadi d'Italia e d'Europa.
BOYS SEZ. ROMA 1979
I Pessimi Elementi sono nati durante il campionato 2000/2001 da un gruppo di ragazzi (dell'età media di 20 anni) uniti dai colori nerazzurri.La scelta del nome è caduta sulla nomina attribuitaci dagli stessi spettatori presenti nel settore.Nel campionato 2001/2002 è stato esposto il primo striscione in seconda transenna, sopra Milano Nerazzurra.Da quel momento è stato possibile mettere a frutto la nostra mentalità ultras collaborando con il Gruppo Brusco nella preparazione di striscioni verso gli odiati cugini.Nella partita INTER - Modena del 12/01/2003 è stato esposto il nuovo striscione con il simbolo del gruppo rappresentato da un folletto con il dente avvelenato.E' stato scelto perchè rappresenta il nostro animo.Il 21/09/2003, INTER - sampdoria i Pessimi Elementi sono spostati al posto del Gruppo Ribelle acquisendo gli elementi più validi.Da allora i Pessimi Elementi partecipano alla vita della curva nord.Con orgoglio ricordiamo la trasferta a Mosca del 21/10/2003.Grazie al contributo di tutti i componenti del gruppo il 16/10/2005 INTER - livorno è stato sostituito il vecchio striscione con l'attuale.Nel 2004 si è creata una forte amicizia con il gruppo Nuova Guardia Milano.Ad oggi il gruppo conta 50 iscritti suddivisi nelle sezioni di: Bergamo, Biella, Brescia, Bolzano, Cremona, Lecco, Milano, Modena, Mortara, Varese.
Il gruppo Bulldogs Inter nasce nell’estate del 1988 dalla volontà di un manipolo di ragazzi decisi a dare un costante sostegno alla squadra e una mano nell’organizzazione del tifo nella parte alta della curva.L’esordio del primo striscione (in tela, nerazzurro con i caratteri bianchi) avvenne a Verona il 23-10-1988 e venne subito baciato dalla fortuna visto che in quella stagione sarà tricolore (quello dei Record).Sull’onda dell’entusiasmo il gruppo vive momenti di splendore fino alla seconda metà degli anni ’90 quando un lento cambio generazionale mette a dura prova la sopravvivenza del gruppo; i nuovi elementi dopo un primo periodo di smarrimento e con l'aiuto di Milano Nerazzurra e in particolar modo di un suo esponente che rimarra' un grande Uomo e un grande Ultras per sempre si organizzano riportando il gruppo sui livelli che più gli competono.Intanto il mondo ultras subisce vari cambiamenti e innovazioni (anche folcloristiche) e il gruppo si adegua; compaiono i primi stendardi a due aste personalizzati e un telone di 20 m², raddoppiano i tamburi e un nuovo bandierone va ad affiancare quello vecchio.Nella stagione 2004/05 il nome del gruppoviene integrato in“ BULLDOGS INTER CURVA NORD MILANO ”volendo così rimarcare lo stretto legame del nostro gruppo con la Curva Nord e con la Città.I nostri rapporti con gli altri gruppi della Curva Nord sono ottimi e sfociano in una stretta collaborazione nelle varie attività; alcuni nostri elementi si adoperano insieme ai ragazzi del Covo per la realizzazione delle coreografie e altri per la Fanzine.Le nostre amicizie sono in sintonia con quelle della Curva (Laziali e a livello personale tra alcuni nostri componenti e i Ragazzi degli Ultras Yomus Valencia) mentre tra le tifoserie rivali…Beh, chi non è nostro amico è nostro nemico!All'interno del nostro gruppo l'aspetto politico è secondario e viene dopo la Mentalità Ultras e, ovviamente, dopo l'amore per l'Inter e per la Nord, ma è innegabile che la maggior parte dei componenti sia chiaramente schierata a destra anche se tendenzialmente siamo convinti che allo stadio si venga, come detto, per l'Inter e per l'Onore della Curva, per tutto il resto c'è la strada.La maggior parte dei componenti del nostro gruppo proviene da Milano e provincia ma a completare lo “zoccolo duro” ci sono anche alcuni ragazzi di Verona e della Toscana.Sono pochi e chiari gli ideali che costituiscono la mentalità del nostro gruppo; Lealtà & Rispetto, Abnegazione & Sacrificio,Umiltà, Cameratismo, Entusiasmo, Volontà estrema di primeggiare e continuare a migliorarsi.Chi accetta queste regole accetta il nostro stile di vita, la nostra linea di pensiero e sarà sempre il ben venuto.
La nostra avventura comincia nei primi anni '90 a cavallo tra l'euforia di un tricolore da poco conquistato e l'inconsapevolezza delle dure prove che il destino aveva in serbo per il popolo neroazzurro . . in quel tempo, ai margini dell' allora GRUPPO PERVERSO gravitavano alcuni ragazzi che, pur non partecipando in prima persona alle attività del gruppo, occupavano i gradini della NORD a loro adiacenti e si sgolavano sostenendo la BENEAMATA.Tra questi spiccava la voce altisonante di quello che poi divenne il nostro capo storico e che a quel tempo era solito incitare la squadra accompagnando le trame offensive dei giocatori al grido di " i m b a s t i s c i i i i i !!!" Nel suo urlo di battaglia si riconobbero in molti e lo spirito di aggregazione fu tale da creare in pochi mesi una nuova concezione di tifo basata sul folklore e l'allegoria, ingredienti piuttosto rari in quegli anni, e così durante la trasferta a Genova contro i rossoblù posammo la pietra epocale del nostro gruppo . . . era il 16 Maggio 1993, nasceva il glorioso "GRUPPO IMBASTISCI" Il team si e' guadagnato in fretta spazio e consensi e nel giro di un paio d'anni passa da una dozzina di disperati ad una quarantina di componenti, tutti accomunati dall' amore per l' INTER e la voglia di fare marasma.Il 1995 e' forse l'anno più duro per il gruppo che deve affrontare la chiamata alle armi di alcuni fondatori ma soprattutto la partenza per motivi di lavoro del capo storico, di colui che il gruppo l'aveva fortemente voluto e tenuto a battesimo dandogli l'insolito nome e forgiando il suo aspetto goliardico.Con una "commovente" cerimonia d' investitura svoltasi sui gradini della NORD lo scettro passa così nelle mani dell' Inglese che strappa la leadership e, nel giro di pochi mesi, fonda il nuovo direttivo composto da una decina di elementi e rinfrancato, più avanti, dal ritorno di chi era partito per servire la Patria.La stagione 98/99 segna la svolta, grazie allo spostamento dei PERVERSI nella parte centrale della curva il GRUPPO IMBASTISCI guadagna spazio in transenna e si concede un cambio di look, rinnovando lo striscione e raddoppiando il numero dei tamburi.La coincidenza di questi due fattori, uniti alla nostra fantasia e creatività, ci rende ancora più visibili e ci dà la possibilità di moltiplicare il nostro marasma. Prende piede nel frattempo la moda degli stendardi e di domenica in domenica anche tra noi ne nascono di nuovi che si vanno a mescolare alle onnipresenti bandiere ed al datato stendardo G.I. 93.Il colpo d'occhio e' notevole ed il numero degli adepti si fa sempre più consistente arrivando oggi a sfiorare il centinaio.Aumenta nel frattempo anche la nostra valenza rispetto ai gruppi della curva, grazie soprattutto alla nostra partecipazione nel realizzare le sempre più impegnative coreografie e dal palcoscenico offertoci dal torneo di calcio a 5 che si svolge ogni anno a fine stagione tra gli ultrà della NORD.Il gruppo si infoltisce ma rimangono saldi i nostri ideali basati sull'amicizia ed amalgamati dalla contagiosa allegria e voglia di far macello che ci distingue, sempre ed ovunque.Lo statuto, non scritto ma comunque indelebile, si basa proprio su questi valori e sul fatto di essere un gruppo apolitico, nonostante molti elementi non facciano mistero della propria fede di destra, nessuno usa il nostro spazio per pubblicizzare le proprie idee se non un unico, viscerale, ineguagliabile amore: quello per la nostra I N T E R.
Con lo scioglimento del gruppo "Nord Kaos F.C. Inter" tutti i ragazzi che in questi anni hanno militato all’interno di questo gruppo, hanno deciso di non fermarsi davanti a questo ostacolo, ma di continuare per la loro strada sempre più convinti nel portare avanti i propri ideali ultras. E' cosi che in data 24 luglio 2006 nascono ufficialmente gli SQUILIBRATI MILANO.Per la scelta del nome abbiamo pensato a qualcosa in cui tutti noi ci riconosciamo, ed è cosi che abbiamo scelto . . . SQUILIBRATI MILANO. . . alla fine siamo tutti un po' squilibrati...Il gruppo è formato da ragazzi volenterosi e decisi a tenere alto il nome del gruppo, con l'intenzione di migliorarsi sempre, e di portare in giro per l'Italia e l'Europa i nostri amati colori.Le aspettative per il futuro non possono che essere positive, sperando in una lunga militanza al fianco degli altri gruppi della nostra amata Curva Nord e partecipando come sempre attivamente alla vita di curva.
Asterix Group nasce nella trasferta dell' 8 febbraio del 2004 a Genova contro la Samp (2-2 gol di Bobo e Adriano). Durante una animata chiacchierata su di un pericolante pullman spunta l'idea di creare un gruppo...Di dare insomma un nome a dei ragazzacci che da tempo sono sulle gradinate della Nord.Le provenienze sono diverse, c'è chi è appena arrivato al 2 verde, chi ha girovagato per anni nei gruppi storici della Nord, chi frequentava altri settori e vari "cani sciolti". Anche le provenienze geografiche sono le più disparate: si svaria dalla provincia bergamasca a quella di Como si va da Cantù a Milano da Varese a La Spezia, da Roma a Piacenza.Quindi ecco un gruppo eterogeneo che cerca un 'identità precisa e un angolo ben definito dove far sentire la sua passione ed il suo amore per i colori neroazzurri.Incontratisi per caso sembra che il Destino chieda ai ragazzi di far nascere un Gruppo che in quel momento e tuttora si trova al secondo verde vicino al gruppo storico degli Irriducibili.Così...fulminati sulla via di Genova ecco che parte l'avventura che, con entusiasmo ma anche con problemi di vario genere porta nel giro di soli 14 giorni a esporre il primo striscione ufficiale dell'Asterix Group per il derby del 22 marzo (malamente perso per 2-3). Striscione che sarà poi quello che porteremo in trasferta e che arriverà a Montbeliard e Marsiglia nel 2004 mentre nel 2005 con Basilea, Bruxelles, Valencia, Oporto ha già visitato diverse curve ospiti europee, senza contare quelle italiane.La scelta del nome Asterix arriva dopo aver passato in rassegna varie ipotesi di personaggi di fumetti, alla ricerca di un tipo simpatico, al di fuori dei soliti nomi e che soprattutto non sia molto Amico dei Romani (intesi come squadra...) visto lo spirito avverso degli elementi del Gruppo ai lupaccchiotti....Ecco allora il Gallo baffuto super forte,che fa volare centurioni e terrorizza intere legioni ma che anche sprizza simpatia dai suoi baffoni!!Attualmente, dopo due anni di vita l'Asterix conta 45-50 elementi è collocato in seconda transenna accanto agli amici di CUORE NERO SANGUE BLU. Il Gruppo cerca di vivacizzare e svegliare dal torpore con megafoni, stendardi e bandiere quell'ultima parte di Curva che è vicina al secondo anello arancio.Ottimi i rapporti con gli amici degli IRRIDUCIBILI, Cuore Nero Sangue Blu, BOYS S.A.N., BOYS VENETO "nostri vicini" a San Siro, con il Gruppo Brusco, con Quelli del Baffo conosciuti ad Oporto ed ora amici sinceri e con i fratelli neroblu di Genepreto ospiti fissi nel nostro covo nel secondo verde e compagni di tante trasferte in Europa e in Italia. Sempre presenti in trasferta sia in Italia che all'estero.
BRANCA: TRE MOSSE NEL MESE DI GIUGNO, OTTIMO INIZIO DI MERCATO.
Branca, il mercato 2007 dell’Inter si era aperto con tre obiettivi dichiarati: la conferma di Hernan Crespo e Luis Figo e l’acquisto di David Suazo. Tre obiettivi che sono stati raggiunti entro la fine di giugno. Dunque, il bilancio parziale non può che essere positivo. "Infatti. Magari a qualcuno non fa gioco sottolinearlo, ma è andata proprio così. Ed è per questo che siamo molto contenti.Le conferme di Crespo e Figo erano importanti dal punto di vista qualitativo perché nei rispettivi ruoli sono tra i migliori al mondo in assoluto e dal punto di vista ambientale, perché conoscono già bene la realtà Inter: sono stati tra i protagonisti di un campionato strepitoso, hanno legami forti all’interno del gruppo e, professionalmente, al gruppo hanno dato e continueranno a dare un contributo importante. Senza dimenticare, cosa che hanno già fatto in tanti, che Crespo lo abbiamo venduto a 26 milioni e ripreso a zero e che Figo lo appiamo preso da svincolato... Per Suazo il progetto era chiaro e preciso da fine campionato: abbiamo lavorato alla luce del sole con il Cagliari e con l’agente del calciatore. Ora David, che anche durante la conferenza di presentazione si è confermato una persona intelligente e serena, è nerazzurro e potrà dare molto alla squadra in futuro, soprattutto come novità tecnica, come caratteristiche. E’ quel tipo di attaccante che non avevamo". Eppure hanno fatto più rumore le polemiche attorno a Suazo e all’inserimento del milan nella trattativa piuttosto che l’arrivo all’Inter… "Non mi stupisco più di nulla… Nel senso che, per una settimana, si è parlato di una questione non tenendo in debita conseguenza la nostra posizione e, soprattutto, la volontà del calciatore. Quando c’è di mezzo l’Inter ci devono essere sempre delle polemiche. La realtà non era quella che è stata raccontata per giorni e infatti la trattativa è finita come tutti volevamo finisse. Non è il caso di ribattere ora polemica su polemica, non è il mio stile nè quello dell’Inter. Ma, come ripeto spesso, nel calcio contano i risultati e, anche se si vogliono mascherare con altre cose, alla fine i risultati dicono che Suazo è dell’Inter". Si è detto anche di un suo attrito con Roberto Mancini… "E’ un vecchio luogo comune. Ogni tanto viene tirato fuori ad arte. In questi tre anni abbiamo vinto due coppe Italia, due supercoppa Italiane e due scudetti, dei quali l’ultimo straordinario, stracciando molti record della storia del campionato italiano. Se permette, ora le faccio io una domanda: ma può vincere tanto un gruppo nel quale non si va d’accordo? Lascio all’intelligenza dei tifosi nerazzurri la risposta giusta". Può considerare Suazo all’Inter come il colpo migliore, al momento, della sua carriera di direttore tecnico? "Vede, ho giocato per tanti anni e sempre ad alto livello. Ho cambiato tante squadre, ho conosciuto tante realtà. Poi, grazie alla fiducia del presidente Massimo Moratti, ho avuto la possibilità d’intraprendere la carriera di dirigente, inizialmente come responsabile degli osservatori. Quindi ho fatto le mie esperienze e credo che i risultati conseguiti dal club e dalla squadra possano da soli dimostrare il valore di un lavoro, ma il mio atteggiamento non cambia e non credo cambierà mai. Mi piace lavorare in silenzio, costruire, progettare, studiare situazioni, programmare il presente e preparare il futuro. E vedere l’Inter vincere per Moratti e per i tifosi. Quindi, appena conclusa una trattativa, così come quando giocavo e segnavo, penso già alla prossima. Chi si ferma e si fa le lodi ha già perso: può sembrare banale, ma il calcio oggi è questo. Prendere o lasciare: a me va bene, da sportivo ho sempre ragionato così". Si dice: Branca ama i colpi di genio e i calciatori di qualità. E’ vero? "Quando fai un acquisto a sorpresa è un colpo di genio perché i giornalisti non lo hanno scoperto in anticipo… Per quanto riguarda i calciatori di qualità, sì, assolutamente sì, anche perché lavoro per l’Inter e la qualità del calciatore, anche dal punto di vista professionale e umana, è decisiva per arrivare alla vittoria. La qualità può prevedere anche tempi più lunghi, sia nelle trattative che nella trasformazione del progetto sul campo, ma alla lunga è sempre vincente. Anche per il bilancio del club. La qualità ha un prezzo che eventualmente puoi recuperare". Non a caso Branca all’Inter ha portato Cambiasso, Burdisso, Julio Cesar, Maicon, "Ibra", Figo, Maxwell, Vieira, Stankovic, Suazo… "Sono stati bravi loro a dimostrare sul campo le qualità e ha ricambiare con i fatti e le vittorie la fiducia della società. Sarò diplomatico, ma la volontà e la bravura dei calciatori, soprattutto ad altissimi livelli, cioè ai livelli che appartengono alla storia dell’Inter, sono decisivi più di qualsiasi altra cosa e di tutti". Tornando alla qualità, da quanto tempo l’Inter si è accorta, per esempio, della bravura di Pato? "La prima volta che ne ho parlato con Moratti è stato un anno e mezzo fa. Stiamo raccontando di un ragazzo non ancora maggiorenne, facile da individuare perché decisamente più forte di altri della sua età. Per questo, oggi, altri club importanti, come il Chelsea, sono sulle sue piste. La qualità attrae sempre". Sinceramente, può arrivare all’Inter? Magari a gennaio? "Oggi come oggi non si può rispondere con una certezza a questa domanda. Però posso dire ai tifosi che lavoriamo per essere competitivi al pari di tutti i grandi club europei e non lasciare mai nulla di intentato. Quindi neanche in questo caso. Poi, come sempre, ogni trattativa è una storia a sè, può avere sviluppi sorprendenti in tutti i sensi, positivi e anche negativi. Vedremo. Comunque Pato l’Inter non lo scopre solo adesso…". Il nuovo attaccante è già arrivato, si può dire che per completare il progetto-mercato 2007 potrebbero mancare un centrocampista e un difensore? "Vediamo, predico pazienza perché c’è il tempo e molti club non hanno neppure mosso la prima pedina. Potrebbe essere così, ma è sempre difficile commentare la teoria quando si parla di calciomercato. I fatti, a volte, superano la realtà o la modificano. Bisogna aspettare l’evoluzione delle situazioni. Certamente l’idea è quella di rinforzare il gruppo in ogni reparto, considerato anche che numericamente abbiamo perso tre giocatori, Carini e Choutos svincolati, Mariano Gonzalez che è rientrato per fine prestito al Palermo. Cercheremo di fare le cose per bene, per mettere a disposizione dell’allenatore una squadra competitiva sempre in ogni occasione. Cercheremo, come suol dirsi, di prevenire i possibili incidenti di percorso, anche se è difficile, anzi forse impossibile, perché poi ti capita, come è capitato purtroppo a noi, di avere tutti gli infortuni più importanti in un solo reparto e allora tutti i programmi saltano con la sola responsabilità della sfortuna. Vedremo, l’importante è lavorare seriamente: ognuno per le proprie competenze". Dopo tre anni alla guida del mercato di un grande club come l’Inter che idea si è fatto del movimento degli affari? "I campioni disponibili sul mercato sono sempre meno, questo riduce gli spazi di manovra e purtroppo produce inevitabilmente aste. Può capitare di trovare dieci club attorno allo stesso giocatore. L’unica strategia utile in questa situazione è giocare d’anticipo, con il rischio più alto di sbagliare perché nel calcio le situazione e le esigenze cambiano giorno per giorno. Quindi bisogna avere la capacità di programmare e la flessibilità di cambiare in corsa i programmi. Senza dimenticare che la disponibilità economica è ora giustamente una componente fondamentale almeno quanto le capacità tecniche. E noi italiani dobbiamo fare i conti con due mercati, come quello spagnolo e quello inglese, che per certi campioni raggiungono vette ora realmente impareggiabili. Quest’anno, complice la deludente stagione, anche il Bayern Monaco non ha badato a spese e, su certi fronti, penso ad esempio a Toni, è stato un avversario imbattibile. Inoltre, ma non ultimo, bisogna fare i conti con la comunicazione del mercato, che rispetto a un po’ di anni fa si è moltiplicata. E’ diventata una vera e propria attività parallela, che può facilitare o complicare una trattativa. Una volta succedeva tutto e nessuno, o perlomeno in pochi, si accorgevano di qualcosa prima del momento giusto. Ora si deve cercare di fare senza far sapere ed è un impegno professionale in più, bisogna anche saper distinguere tra vero, falso e verosimile".
Tra Moratti e il Barça c'è grande feeling. E un invito al Camp Nou lo dimostra.
L' offensiva dell'Inter sul Barcellona è davvero in grande stile. Ovviamente tutte le attenzioni sono per Samuel Eto'o, l'attaccante che piace tanto anche al Milan. L'ultima notizia è che il club di Joan Laporta ha invitato ufficialmente la squadra di Massimo Moratti per l'annuale vernissage del trofeo Gamper. È un appuntamento di particolare prestigio, visto che la società blaugrana sceglie ogni anno l'avversario da sfidare al Camp Nou. E il feeling con i nerazzurri non può certo passare inosservato. Tanto più che i rapporti del presidente Laporta con i rossoneri sono notoriamente super-amichevoli. Senza soffermarsi sulle vicende legate al G14, basti ricordare l'addio al calcio di Demetrio Albertini in cui i dirigenti blaugrana hanno prestato una collaborazione (e una presenza) davvero significativa. Ma è evidente che anche via Durini ha molte frecce nel suo arco e c'è da star certi che le userà sul fronte del mercato. Nei mesi scorsi Massimo Moratti e i suoi collaboratori hanno espresso chiaramente la loro attenzione per Leo Messi e in subordine di Deco. Salvo, poi, concentrarsi sul fronte Eto'o. Ed è chiaro che l'Inter per affondare sul camerunense proverà ad offrire delle contropartite tecniche all'altezza. Lo scambio più naturale sarebbe quello con Adriano, ma su questo punto ancora nulla è stato fatto. Ovviamente bisogna attendere l'esito dello sprint nella Liga per avventurarsi in trattative con il club blaugrana. Intanto il brasiliano ieri è partito per Rio de Janeiro. Ci resterà una settimana e nel frattempo organizzerà la festa per il primo compleanno di Adriano junior. Poi, l'Imperatore ha previsto un periodo di vacanza negli Stati Uniti. Ma non si sa quanto resterà negli States: dipende dalla scelte di Carlos Dunga per la Coppa America. Secondo le ultime indiscrezioni, però, l'attaccante nerazzurro non dovrebbe rientrare nell'elenco dei convocati. E l'Inter ovviamente segue con attenzione anche questo passaggio per capire quando lo avrà disponibile.
Chivu all'Inter: la Roma chiede Samuel
Continua serrata la trattativa fra la Roma e l'Inter per il difensore rumeno Cristian Chivu. I nerazzurri di Mancini hanno da tempo individuato in Chivu il puntello difensivo per puntare alla Champions e sono disposti a mettere sul mercato anche pezzi importanti come Samuel e l'altra metà di Pizarro. Prima di parlare con l'Inter, però, secondo quanto scrive oggi il Romanista, la dirigenza giallorossa vuole avere ben chiara la posizione di Chivu: mercoledì prossimo in questo senso sarà una giornata decisiva. A Timisoara infatti, Daniele Pradè si incontrerà con i fratelli Becali, procuratori del rumeno, a cui farà la stessa proposta economica fatta qualche giorno fa a Mexes: e cioè 2.5 milioni a stagione che con i premi potrebbero diventare 3.5. Se Chivu accetterà l'offerta allora la Roma si presenterà all'incontro con i dirigenti nerazzurri forte delle proprie posizioni e consapevole di poter rifiutare le offerte dell'Inter, che comunque un tentativo per Chivu, per Mancini (anche se dopo la conferma di Figo le quotazioni di Amantino sono in ribasso) e anche per De Rossi (che la Roma considera assolutamente incedibile), lo farà. In questo caso la trattativa riguarderebbe solo Pizarro, che potrebbe essere riscattato dai giallorossi oppure rimanere un altro anno nella capitale in comproprietà, soluzione questa che il cileno non gradisce per niente.Se invece Chivu non dovesse accettare la proposta giallorossa, allora rientrerebbero in ballo più soluzioni. L'Inter infatti proverebbe ad accorpare le due trattative, cercando di inserire la seconda metà di Pizarro nell'offerta che Branca e Oriali faranno per Chivu. Offerta che sarebbe "irrobustita" dalla presenza di Walter Samuel. "The Wall" ha già fatto sapere tramite fonti a lui molto vicine, che la Roma è l'unica squadra per la quale accetterebbe di andare via da Milano. Il problema però è l'ingaggio perché l'argentino guadagna 4.2 milioni di euro netti a stagione ed ha il contratto in scadenza nel 2009: circa 16 milioni di euro lordi, una cifra nettamente al di fuori del budget a disposizione della Roma. L'Inter però potrebbe arrivare in aiuto dei giallorossi, pagando poco più della metà (2.2 milioni netti) dell'ingaggio dell'argentino e lasciando alla Roma "solo" 2 milioni netti. Un altro nome che potrebbe essere inserito nella trattativa è quello di Mariano Gonzalez. L'argentino è di proprietà del Palermo ma l'Inter potrebbe riscattarlo per poi girarlo alla Roma. Gonzalez, che piace a Spalletti che ne è rimasto impressionato dopo averlo visto all'opera nella finale di ritorno di Coppa Italia, è un esterno più simile per caratteristiche a Taddei che a Mancini, e può giocare su entrambe le fasce. Particolare da non sottovalutare e che potrebbe facilitare la trattativa, ha lo stesso procuratore di Pizarro, e cioè Fernando Hidalgo.
Serie A - Il bomber nerazzurro chiarisce l'intervista a Libero che aveva provocato qualche malumore nell'ambiente nerazzurro giurando fedeltà al club di via Durini. Nel frattempo però si dice pronto a giocare in nazionale.
Le sue dichiarazioni riportate sulle pagine del quotidiano Libero avevano scosso l'ambiente nerazzurro. Il bomber svedese aveva espresso ammirazione verso il suo vecchio club, e verso Luciano Moggi. Parole che avevano infastidito Moratti e tutto l'ambiente nerazzurro.Dal ritiro della sua nazionale però Ibrahimovic ci tiene a spiegare come l'intervista sia stata un pò "gonfiata" dal giornalista: "Ho fatto un'intervista con un giornalista che non conoscevo e Moggi era presente. Il giornalista ha scritto qualcosa in più rispetto a quello che avevo detto, insomma ha esagerato la sua storia. Io mi aspettavo un articolo positivo invece è venuto fuori in modo diverso. Non è stato un lavoro di alto livello".E' di buon umore Ibrahimovic, sarà l'aria della nazionale. Proseguendo scherza sul suo italiano: "Se leggete l'intervista non sono così bravo, o forse è il giornalista che non capisce bene l'italiano"Sulle voci che lo volevano addirittura in contatto col Milan, Ibra risponde deciso: "Come ho già detto il mio futuro è nell'Inter, rispetto il mio contratto e sono molto felice di stare nell'Inter. Molto felice!"Ibra chiude il caso scherzando addirittura sulla presunta multa inflittagli dal club: "Volete sapere se l'Inter mi ha multato? Si mi hanno dato una settimana in più di ferie."Chiuso un caso però se ne potrebbe aprire subito uno nuovo. Operato circa un mese fa, la stagione di Ibra sembrava essere terminata in anticipo. L'Inter gli aveva chiesto di riposarsi, così da ripresentarsi in piena forma al prossimo ritiro estivo, per preparare l'assalto alla prossima Champions League e difendere quello scudetto appena conquistato. Ma si sa che il fascino della propria nazionale è una tentazione troppo forte. "E' importante giocare in Nazionale. Nello stesso tempo devorispettare la mia squadra, l'Inter, e pensare al futuro. Chi può decidere? Io, il medico o l'allenatore. Farò di tutto per giocare e dare una mano ai miei compagni, anche se la paura di una ricaduta è tanta", ha concluso il numero otto interista.Vedremo se Ibrà questa volta darà retta più al suo istinto, che in campo lo rende uno dei giocatori più geniali e forti al mondo, o alla ragione. Naturalmente i tifosi interisti sperano che rinunci a queste partite con la propria nazionale così da poter ammirare il proprio idolo in piena forma nella prossima stagione.
Mancini è convinto di essere in grado di rilanciarlo.
Col Real si tratta sui 4 milioni.
Mancini ci crede, vuole ricostruire il fenomeno, vuole riportarlo alla sera in cui fece impazzire Laurent Blanc, difensore centrale dell’Inter, quando segnò la rete che lo trascinò alla grande ribalta. Era il 19 dicembre ‘99. Il Real Madrid invece non ci crede più, Calderon vuole cederlo, Capello è d’accordo, Cassano se ne andrà in ogni caso. Difficile che il Real accetti di cederlo in prestito, più facile la trattativa per una cessione definitiva, anche a 4 milioni di euro, meno di quanto era stato pagato."L’Inter è la squadra giusta per la sua rinascita - dice Antonio Rana, presidente della Pro Inter, la società barese nella quale Cassano mosse giovanissimo i primi passi - Giorni fa ho parlato con sua mamma Giovanna, mi ha detto che Antonio è contentissimo di questa possibilità milanese".Sette presenze, 330' giocati, un gol e tre ammonizioni nella Liga; quattro presenze e 0 gol nella Champions League; una presenza e 0 gol nella Coppa del Re. Sono le cifre di un fallimento, quello di Cassano nell’ultima stagione madridista. Ma Mancini è sicuro di rimetterlo in sesto, di restuirlo al grande calcio e alla Nazionale. Conoscendo i segreti dell’estro, Mancio parte decisamente avvantaggiato rispetto a Capello, che pure era considerato, dopo Fascetti, il suo secondo padre putativo.